Siamo venuti a sapere dai giornali che la giunta Veneziani ha deciso unilateralmente di ritirare l'invito ad un incontro che avrebbe dovuto tenersi col centro sociale Pacì Paciana entro il 15 settembre, preferendo invece porre all'ordine del giorno del prossimo Comitato per l'ordine pubblico e per la sicurezza la richiesta di sgombero.L'atteggiamento di questa amministrazione appare sempre più schizofrenico: prima ci chiedono un incontro, poi non vogliono più incontrarci e decidono di passare la palla al Prefetto come se fossimo un problema di ordine pubblico.
Perché adesso non vogliono più incontrarci? Forse perché la risposta che abbiamo dato a luglio esprimeva posizioni diverse dalle loro? Che senso avrebbe avuto, allora, incontrarci se fossimo stati perfettamente d'accordo. Che strano concetto di democrazia è quello di chi accetta il confronto solo con chi la pensa come lui? E' chiaro che le nostre posizioni sono diverse altrimenti alcuni di noi sarebbero inquisiti per bancarotta fraudolenta, frode fiscale, falso in bilancio e associazione a delinquere. Invece noi siamo inquisiti per avere occupato degli spazi in stato di abbandono che sono divenuti spazi a disposizione della città e di migliaia di cittadini che li utilizzano.
Ci troviamo ancora una volta di fronte all'arroganza di questa giunta che vorrebbe cancellare uno spazio che mette a nudo l'incompetenza di questa amministrazione in campo di politiche sociali e culturali. Il centro sociale ha messo a disposizione della città i suoi spazi che sono stati utilizzati da associazioni di immigrati, gruppi teatrali, associazioni culturali, che si vedevano sistematicamente negare ogni tipo di spazio pubblico per le proprie iniziative, d'altra parte questa Giunta ha preferito appaltare agli amici gli spazi pubblici che dovrebbero essere a disposizione di tutti i cittadini.
L'esempio dell'utilizzo estivo del parco S. Agostino è abbastanza evidente, una programmazione culturale scadente ma nelle mani strette di poche persone vicine alla Giunta, mentre associazioni e cooperative si dovevano districare all'interno della macchina burocratica del comune superando mille ostacoli per poter ottenere 3 giorni di Lazzaretto o una sala per una conferenza.
Una ventina di gruppi musicali utilizzano la sala prove all'interno del centro e altri devono rivolgersi agli oratori perché in questa città non si trovano spazi dove suonare a basso costo, ma gli esempi potrebbero essere infiniti.
Veneziani ha saputo ridurre le biblioteche, i centri socio culturali e i centri di aggregazione giovanile, aumentare le rette degli asili nido e per gli studenti dell'Accademia Carrara. E' evidente quindi che chi amministra la cosa pubblica per interesse privato non poteva tollerare a lungo una struttura come il centro sociale che risponde ad interessi collettivi.
Inoltre abbiamo commesso un altro errore imperdonabile: essere uno dei soggetti della nuova opposizione sociale che sta crescendo.
Aver lottato contro le posizioni revisioniste di questo sindaco che omaggiava il torturatore fascista Resmini, avere fatto informazione sull'oppressione che vivono il popolo palestinese, basco, curdo o gli indigeni del Chiapas in Mexico, aver lottato contro la NATO e le sue guerre, aver costituito un comitato contro il Patto per Bergamo che ridisegna l'assetto di questa provincia sacrificando gli interessi della popolazione nel nome del profitto, aver denunciato il ruolo di caporalato legalizzato delle agenzie di lavoro temporaneo.
Qual'è il problema? Aver dimostrato che ci si possa occupare di politica tutti i giorni partendo dai propri bisogni e lottando per avere delle risposte senza delegare al segretario di partito di turno le nostre istanze? Aver dimostrato che si possa convivere costruttivamente all'interno di uno spazio nonostante si provenga da paesi diversi senza bisogno di poliziotti o slogan tipo "tolleranza zero"?
Vi dà fastidio che pur essendo antiproibizionista il centro sociale sia uno dei pochi spazi a Bergamo dove, nonostante la forte affluenza di persone, non viene consentita la vendita di qualsiasi tipo di sostanza, perché il libero mercato a noi non piace indipendentemente da quale sia la merce?
Questi sono stati gli errori imperdonabili del centro sociale Pacì Paciana.
Certo che è difficile immaginarsi con quale dignita e legittimità morale una giunta di plurinquisiti possa chiedere il ripristino della legalità di fronte a dei giovani che da 4 anni hanno riempito di cultura critica e non mercificata uno spazio inutilizzato.
Non ci resta quindi che aspettare con serenità il giorno del giudizio.
c.s.a.Pacì Paciana
prossimi appuntamenti:
-sabato 8 settembre alle ore 22.00 in Piazza Vecchia a Bergamo un primo presidio antisgombero.
-mercoledì 12 settembre alle ore 21.00 c/o il centro sociale in via grumello 61/c assemblea pubblica contro lo sgombero. Sono chiaramente tutti invitati a contribuire alla mobilitazione con proprie idee e proposte.