Anche a Bergamo [G8 – Genova]

Andiamo avanti!!!!!

Lunedì, 23 luglio alle 18.30, si è svolta la conferenza stampa del Bergamo Social Forum. Incredibile la partecipazione che ha evidenziato quanto la situazione sia grave e sentita sia da ampi settori della società civile sia tra i militanti delle varie organizzazioni politiche.
Una conferenza stampa trasformatasi gradualmente in una assemblea fiume colma di interventi e testimonianze cariche di emozione e rabbia per la situazione vissuta a Genova.
Lunedì sera, alle 20.30, a Bergamo si è poi svolto un corteo che partito dalla stazione è arrivato davanti alla Prefettura.
Più di 2500 persone che hanno voluto dimostrare, protestare, denunciare le aggressioni, le intimidazioni, gli OMICIDI, da parte delle forze dell'ordine (?!).Diverse le anime del corteo ma una sola ed unitaria l'emozione, la rabbia la voglia di dimostrare l'incazzatura per i soprusi subiti.
Soprusi subiti ma non solo, perchè dopo i soprusi sono arrivati a criminalizzare l'intero movimento con un coro di voci tra governo, media, sindacati di polizia etc. Un coro di voci che fa quadrato sull'operato delle forze dell'ordine e su chi li ha diretti, i loro mandanti.
Il corteo si è infine diretto a P.zza Vittorio Veneto dove si è prolungato in un sit-in termitato a tarda sera.

Martedì 24 luglio alle ore 18.30 si è poi tenuta una continuazione della conferenza stampa iniziata lunedì. Questa volta davanti a Palazzo Frizzoni in Piazza Matteotti.
500 persone hanno ribadito le questioni di cui sopra tenedo alta la mobilitazione. Sono stati esposti svariati striscioni appesi sulla facciata del palazzo comunale e sono proseguiti gli interventi e le testimonianze di ancora più persone. Ci sono stati anche attimi di nervosismo, dati dalla situazione davvero delicata e critica ed auspichiamo ad un maggiore autocontrollo di tutti i compagni e dei vari componenti questa esperienza affinche non ci si divida per questioni inutili o per atteggiamenti di chiusura.

Qualche considerazione:
Ai potenti della terra e alle loro cellule territoriali, la cosa che più ha dato e può dare fastidio e vedere nelle stesse piazze, negli stessi cortei, nelle stesse assemblee, persone e situazioni diverse. Anarchici, comunisti, cooperatori sociali, pacifisti, non violenti, libertari, ambientalisti, etc., uniti contro un nemico comune. E' chiaro, e se vogliamo normale, che il nemico comune si preoccupi e cerchi di prendere le sue precauzioni. In questo caso le sue precauzioni sono state la repressione indiscriminata di qualunque forma del dissenso (belligerante o non violento che fosse) e il tentativo, tuttora in atto, di creare una spaccatura all'interno del movimento stesso. Cercando di fare emergere meccanismi di esclusione reciproca basati essenzialmente sulla forma. Una sorta di "o sei come me o sei contro di me". Meccanismi di esclusione adottabili da qualunque componente del movimento verso un'altra. Ma un passaggio è stato compiuto ed è giusto mettere un paletto: oggi ci possiamo trovare in un unico movimento dalle caratteristiche molteplici, da un pluralismo etereogeneo, da un arricchimento conoscitivo non indifferenti. Possiamo trovare dei momenti diversi e delle azioni diverse dove ognuno, in base alle proprie attitudini e alle proprie peculiarità potrà riconoscersi e contribuire. Potremo trovarci a distribuire dei fiori ai passanti o ai giornalisti per attirare l'attenzione su di se e sulla cosa su cui si sta lavorando, come potremo trovarci insieme ad occupare un'agenzia di lavoro interinale per denunciare la precarietà dei posti di lavoro. Due azioni diverse dove vi potranno partecipare persone diverse, ma supportandosi a vicenda e quindi dandogli il giusto eco e la giusta visibilità. Un passaggio, in teoria, superato precedentemente nei vari incontri a livello nazionale e territoriale.
C'è molto da discutere, da capire e da affrontare.
Ci sono svariate persone imprigionate, sequestrate nei giorni di Genova, da tirare fuori dalla gattabuia.
Ci sono argomenti da affrontare che sono il motivo reale di questo movimento, come la salute, l'uguaglianza, i diritti umani, la libera circolazione (delle persone!), le libertà dei popoli, l'urbanizzazione, etc.
Ci sarà davvero da impegnarsi e bisognerà farlo il più serenamente possibile, nonostante i tempi bui (incredibile ma sono davvero tempi bui).
Lo sforzo non potrà solo essere fisico, ma soprattutto mentale. Senza una predisposizione mentale che guardi al futuro, agli altri che sono diversi da noi, alle difficoltà di comprensione, sarà difficile conseguire dei risultati soddisfacenti. Per tutti.
Dunque al lavoro.

Nuovi appuntamenti:

Sabato sera alle 22.00 in città alta a Bergamo rilanciamo un presidio di fronte al comune di Bergamo.
Un presidio che avrà come parola d'ordine "liberi tutti". Perché se per la maggior parte dei manifestanti di Genova questa esperienza di soprusi si è conclusa col ritorno nelle proprie case per molti altri invece sta proseguendo nelle patrie galere. Le testimonianze dei parlamentari e dei compagni che sono riusciti ad entrare in visita nelle prigioni in questi giorni ci parlano di situazioni indescrivibili. Parecchi detenuti e detenute versano in situazioni fisiche precarie. La maggior parte sono persone che riportano ossa rotte, lividi, ecchimosi, ferite varie. Sono quelle persone catturate nei ratrellamenti casuali o voluti, ma in una situazione quasi surreale dove l'aggredito viene arrestato in qualità di aggressore. E comunque sono persone che possono attendere un eventuale processo a casa o in un ospedale e non subendo l'umiliazione della detenzione.
Il presidio sarà aperto anche ad eventuali contributi ed approfondimenti sulle tematiche del movimento. Tematiche che andranno finalmente affrontate.
Invitiamo tutti a partecipare ed a diffondere questo appello ai propri conoscenti. Il potere sta facendo quadrato sulle proprie nefandezze, noi dobbiamo prenderci per mano per i nostri diritti. Che non è poco….

alleghiamo foto relative a corteo, presidio e lapide posta per Carlo Giuliani di fronte alla prefettura dove invitiamo i bergamaschi a portare dei fiori o qualunque forma di contributo.

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