Azione anti Mac Donald’s

Irruzione al Mac Donald's di Bergamo. "Mac Pagliaccio" permette l'irruzione dei compagni all'interno del "ristorante dello sfruttamento".

Sabato 13 gennaio alle 18.00 in punto i compagni del collettivo Fuori Controllo hanno attuato una protesta anti Mac Donald's nella sede di via 20 settembre a Bergamo.
Mentre fuori sulla strada veniva esposto uno striscione con scritto "cibo globale, sfruttamento locale, mac killers" un compagno travestito da "Macpagliaccio" è entrato scortato dai compagni che distribuivano il seguente volantino. E il nostro Macpagliaccio intratteneva clienti e lavoratori con un arringa antipadronale.
Il tutto si è svolto in maniera pacifica. Addirittura ci sono stati degli sguardi di intesa con i Mac-lavoratori e parecchi clienti che nonostante il "disguido" sono tranquillamente entrati in relazione con i manifestanti.
Segue il testo del volantino: 

 

 

CIBO GLOBALE
SFRUTTAMENTO LOCALE

Oggi abbiamo attuato un'azione di protesta simbolica contro McDonald's non soltanto per il cibo spazzatura che rifila a clienti "ipnotizzati" dall'enorme campagna pubblicitaria in cui vengono investiti 1,8 miliardi di dollari all'anno.

Siamo qui perché McDonald's è una tra le multinazionali più potenti del mondo proprio perché sfrutta i dipendenti. Per noi McDonald's è il simbolo della precarizzazione e della flessibilità sul posto di lavoro.

I lavoratori sono quotidianamente costretti a cambi di orario e spesso viene richiesto lo spostamento in un'altra sede; i lavoratori vengono obbligati a svolgere mansioni non previste dal contratto del turismo (come lo scarico delle forniture). I ritmi di lavoro sono molto intensi e il clima di intimidazione da parte dei manager è costante.

Quattro ragazze che hanno lasciato un'intervista a l'Eco di Bergamo in cui denunciavano la mancanza di diritti sul posto di lavoro hanno dovuto inventarsi dei nomi per non esporsi a ripercussioni.

I recenti scioperi a Firenze, dove in seguito ad uno sciopero sono stati costretti a licenziarsi 15 lavoratori, a Roma e il 31 dicembre lo sciopero nazionale ci insegnano che ribellarsi è possibile.

La situazione dei lavoratori McDonald's non è che l'esempio della flessibilità e della mobilità del mercato del lavoro che viene indicata da troppi come soluzione per un'economia sana. Le multinazionali attraverso le pressioni che operano su organi come il WTO, il Fondo Monetario Internazionale e la Banca Mondiale non stanno facendo altro che globalizzare la povertà.

Le condizioni di tutti i lavoratori presto assomiglieranno sempre di più a quelle dei dipendenti McDonald's, per questo denunciare questa multinazionale oggi serve a ridare dignità a tutte le persone che sono costrette a vendersi per campare.

Uno sfruttamento insopportabile in cambio di salari sempre più indegni è il prezzo che dovremmo pagare per essere competitivi in un mercato globale, in cui le multinazionali si spartiranno i profitti.

Lottare oggi contro McDonald's per noi vuol dire opporsi allo strapotere delle multinazionali per costruire una società senza sfruttamento.
FUORI CONTROLLO

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