Occupazione di un'ora dell'agenzia di lavoro interinale Manpowre a Bergamo
Oggi dalle 17.00 alle 18.00, è stata effettuata un'azione dimostrativa da una serie di gruppi (tra cui il C.S.A. Pacì Paciana e i giovani comunisti di Bergamo) più singoli, aderenti al Bergamo Social Forum e non, per sottolineare come gli effetti della globalizzazione dei capitali influiscano direttamente sulle nostre vite soprattutto in ambito territoriale.
E' stata presa di mira l'agenzia di lavoro interinale Manpower di via Quarenghi n°8 a Bergamo, in quanto simbolo (ma non esclusivo…) di un modo di pensare, vedere ed agire delle multinazionali, dei padroni del mondo e dei loro servi che chiamiamo governanti. Una situazione ed un imbarbarimento dei rapporti di lavoro, ma soprattutto umani, che non ci lasciano ben sperare rispetto al nostro avvenire.
Abbiamo cercato di dare un segnale forte a chi cerca di organizzare le nostre vite senza tenere conto delle nostre esistenze.
Abbiamo cercato di dare un segnale anche a tutti quei lavoratori, qualsiasi sia la loro situazione contrattuale, che vivono o vivranno situazioni di crescente precarietà.
Abbiamo inoltre cercato di attirare l'attenzione di tutte le componenti sociali che possono e debbono in qualche modo solidarizzare con i lavoratori, i precari, i disoccupati e gli studenti.
Abbiamo cercato di prendere spazio e voce tramite la stampa e i media in generale per ricordare come non ci possa essere benessere collettivo finchè non saranno garantiti i diritti fondamentali ad ogni individuo e soprattutto ai veri datori di lavoro: la classe lavoratrice in ogni sua forma; che a tutt'oggi mantiene, tra fatiche e sacrifici, l'economia locale, nazionale e globale (padroni e caporali compresi).
L'azione si è svolta nella più assoluta calma e tranquillità. Una serie di compagni decisi e consapevoli ha portato a termine ciò che ci si era prefissati: una manifestazione di dissenso determinata e non prevaricatoria nemmeno nei confronti dei lavoratori e dei quadri presenti alla Manpower, ulteriori pedine dello stesso gioco a cui, preferiamo credere, non si sarebbero prestati se di fronte ad un alternativa di lavoro davvero dignitoso. Preferiamo infatti credere che nessuno possa ambire al ruolo di caporale, se non costretto a sua volta.
Quello che segue è il comunicato diffuso, dal C.S.A. Pacì Paciana, al momento dell'azione ai lavoratori presenti e ai passanti incuriositi:
I N F L E S S I B I L I
Siamo qui oggi per occupare simbolicamente la Manpower, agenzia interinale che è una vera e propria multinazionale del lavoro in affitto.
Siamo lavoratori precari, flessibili, disoccupati, studenti che si pagano lo studio con impieghi in "cooperative", ma anche lavoratori a tempo determinato che verranno tramutati in "esuberi".
Siamo qui per ribadire che sentirsi lavoratori usa e getta, come succede quando si lavora per le agenzie interinali, non ci piace.
Non vogliamo lavorare senza continuità, senza garanzie di reddito e diritti, non vogliamo i continui cambi di mansione e di posto di lavoro e nessuna formazione sulla sicurezza.
Tutto ciò, legato a ritmi indiavolati, porta ad un alto rischio di infortuni.
Non ci sentiamo manodopera da affittare al miglior offerente: chi utilizza questi metodi è solo un CAPORALE e questo è ciò che fanno le agenzie interinali.
L'azione di oggi individua uno dei responsabili della famigerata flessibilità, parola dipinta come portatrice di benessere economico e sociale. Ma per chi? Solo per chi fa enormi profitti sulla pelle di chi è soggetto ricattabile perché precario, molte volte migrante.
Siamo dunque inflessibili ad un sistema che mina l'unità dei lavoratori andando ad intaccarne i diritti fondamentali, sistema che segue direttive di multinazionali che ormai governano il mondo, l'economia globalizzata che decide per tutti. Politiche deleterie riguardanti il lavoro decise da organismi come il G8. Anche per questo andremo a Genova, per portare il dissenso di chi vive queste politiche giorno dopo giorno.
Il 20 luglio parteciperemo allo sciopero nazionale e alla manifestazione a Genova per ribadire che, se il sistema sociale è quello che stanno instaurando, noi ci organizzeremo per combatterlo e per garantire i nostri diritti contro il lavoro precario, contro gli attacchi ai diritti sindacali e contro i licenziamenti.
C.S.A. PACÌ PACIANA
Bergamo venerdì 13 luglio 2001