Durante la notte (alle 3.00) a Bergamo sono stati arrestati tre compagni del centro sociale Paci Paciana. Erano completamente disarmati e non avevano neppure manifesti da affiggere. In questo momento si sta svolgendo il processo per direttissima
Comunicato del centro sociale "Paci Paciana" di Bergamo
Ci risiamo. Nel contesto che si è venuto a creare in questi tempi in vista del G8 di Genova, dove manifestare il proprio dissenso o addirittura dove essere visibilmente
appartenenti ad aree del dissenso, pare diventato un crmine in sè, si intromette un nuovo episodio, grave, atto a ledere le libertà individuali e collettive del variegato "popolo di
Seattle".
Infatti questa notte alle ore 3.00 circa, nei pressi di Piazza Matteotti, 3 compagni appartenenti al C.S.A. Pacì Paciana di Bergamo, sono stati "fermati" dalla polizia in maniera
alquanto poco urbana. Il primo poliziotto sceso dall'auto si è infatti scagliato verso uno dei 3 compagni colpendolo ripetutamente cercando la reazione. Subito dopo, come per
magia, sono comparse altre auto di polizia dalle quali sono scesi una decina di ps, in preda a non si sa quale smania, impugnando manganelli e rivolgendoli con forza verso i
corpi dei 3 compagni.
L'unica reazione, umana e sacrosanta aggiungiamo noi, da parte dei 3 compagni è stata quella di ripararsi parando i colpi e cercare di bloccare le braccia dei bruti per non
essere colpiti ulteriormente.
A questo punto, bloccati, immobilizzati ed ammanettati sono stati condotti in Questura.
Facciamo presente che la premessa di tutto ciò è stata la ricerca da parte dei nostri "investigatori statali" di eventuali bombolette e manifesti. E' infatti nota a tutti in città, la
comparsa di molteplici scritte e manifesti riguardandi l'anti G8 in corso. Ma nessun manifesto o colla e niente atto a scrivere sui muri è stato trovato loro (ma anche se fosse
non riteniamo comunque un atteggiamento legale quello dei ps). E' stato trovato invece altro materiale quali mascherine antigas nocivi nell'auto di uno dei 3 compagni. Fino a
prova contraria materiali del tutto commerciabili e trasportabili.
A questo punto serviva una ragione presentabile per giustificare cotanta virulenza. E nella più classica tradizione italiana dei gestori dell'ordine pubblico se la sono ben
inventata. Pare infatti che un ps si sia stracciato una camicia e abbia iniziato ad accusare svariati dolori e successivamente si è fatto diagnosticare 21 giorni di prognosi.
Diverso trattamento, chiaramente, è stato riservato ai compagni che al pronto soccorso, a tuttora, è stato impedito di accedervi.
Qui adesso succede questo: a mezzogiorno e trenta (le 12.30) in Piazza Dante c/o il Tribunale di Bergamo si celebra un processo (farsa) per direttissima nei confronti dei tre
compagni in questione accusati di lesioni gravi e resistenza (non sappiamo se ci sono altre imputazioni).
Qui noi ora stiamo attendendo l'esito del processo in corso
A presto nuovi comunicati