Oggi, sabato 27 ottobre, i volontari verdi di Borghezio avevano indetto una manifestazione contro la presenza degli immigrati in via Quarenghi a Bergamo (via ad alta densità abitativa e di attività lavorative multietniche).
Gli immigrati, insieme alle realtà antirazziste del territorio, hanno occupato l'accesso alla via e una festa popolare è stata la risposta data agli squadristi verdi che volevano mettere in atto l'ennesima provocazione razzista.
Nonostante la polizia abbia permesso al corteo "verde" di avvicinarsi alla via in festa, la determinazione dei presenti compatti e solidali, li ha costretti a desistere dal loro intento e ad andarsene.
Appare chiaro che in questa città iniziative xenofobe e fasciste non hanno diritto di cittadinanza, già a maggio venne impedito un comizio a Forza Nuova.
Verso le 20:30 quando era ormai terminata la festa Borghezio e la sua squadraccia ha provato ad entrare nella via ma una pronta risposta li ha messi in fuga e i loschi figuri col disonorevole razzista hanno dovuto rifugiarsi nel cortile interno di un palazzo, provando finalmente sulla propria pelle cosa voglia dire trovarsi in "detenzione temporanea".
Si è dimostrato, ancora una volta, che la solidarietà è lo strumento vincente per opporsi alla criminalizzazione dei soggetti deboli.
csa pacì paciana
Un migliaio di persone si era dato appuntamento oggi a Bergamo per respingere la provocazione dei "volontari verdi" di sfilare per una delle vie di Bergamo + frequentate da immigrati. Gli antirazzisti hanno bloccato l'accesso alla via, indi hanno "fatto capire" ai leghisti e che le camicie verdi erano indesiderate tanto dalle comunità immigrate quanto da chi era in piazza in quel momento. Qualche momento di tensione quando la questura non si era ancora decisa a spostare la sparuta rappresentanza di "padani", con avanzamento dei cordoni della manifestazione, poi i leghisti hanno dovuto fare retrofront e tornare a casa con la coda fra le gambe.
Simpatico siparietto verso le ore 20: un gruppuscolo di leghisti viene avvistato in una strada vicina a quella "presidiata". Qualche manifestante si stacca dal presidio e chi si trova? Nientepopodimenoche l' on. Borghezio, che per restare in linea con la tradizione si prende ancora due schiaffi...
a presto foto e aggiornamenti
L'assemblea del Pacì Paciana esprime solidarietà alla compagna Silvia di Bergamo, sottoposta agli arresti domiciliari senza altro motivo che il ritenerla "ideologicamente pericolosa"…
Denunciamo e ci opponiamo con forza alla strategia della repressione messa in atto dalle autorità che ancora una volta punta a intimidire quei soggetti politicamente liberi e attivi con il "vecchio" metodo: colpirne uno per educarne cento.
Imprigionare il dissenso e l'opposizione sociale significa sospendere lo stato di diritto e di libertà di pensiero, metodo caratteristico dei poteri totalitari espresso non solo nella città di Bergamo ma anche a livello nazionale come dimostrano i numerosi episodi avvenuti in altre città italiane negli ultimi mesi.
La libertà non è un beneficio che si può revocare!
SABATO 27 OTTOBRE ORE 15 CONCENTRAMENTO IN PORTA NUOVA
Testo del comunicato stampa distribuito durante l'occupazione dell'ufficio dell'assessore ai servizi sociali di Bergamo, Andrea Bonassi. Occupazione avvenuta intorno alle 16,30 circa di venerdì 12 ottobre 2001.
Siamo qui oggi ad occupare simbolicamente l'ufficio dell'assessorato ai servizi
sociali perché riteniamo che l'assessore Bonassi e questa giunta Veneziani siano i reali responsabili politici della richiesta di sgombero del C.S.A. Pacì Paciana.
E' stato Bonassi infatti ad assumersi la responsabilità di annullare l'incontro che ci sarebbe dovuto essere tra noi e il comune entro il 15 settembre, perché dal nostro documento, datato 31 luglio, deduceva l'impossibilità di un accordo.
L'OPPOSIZIONE SOCIALE SCENDE IN PIAZZA IL 13 OTTOBRE A BERGAMO
CONTRO IL GOVERNO NAZIONALE GUERRAFONDAIO, AFFARISTA E ARRAFFONE.
CONTRO LA GIUNTA DI BERGAMO GUERRAFONDAIA AFFARISTA E ARRAFFONA.
E la guerra continua, dicevamo il 12 settembre. Ora siamo nella fase bombe. Le
guerre hanno come effetto primario l'annichilimento di popolazioni inermi, la loro distruzione, la loro morte. Hanno come conseguenze fame, miserie, sfruttamento e come obiettivi supremazia e dominio economico e politico del vincitore, o dei vincitori. Vincitore non è quello più bravo o più giusto, chiaramente, ma è quello più forte e questa non la possiamo considerare certo una garanzia di giustizia.





